(Dal sito della RAS) Inclusione sociale, dalla Giunta 350 milioni per il 2016, e 950 nel triennio. Presentato piano per flussi migratori non programmati
“Gli assessorati del Lavoro e della Pubblica istruzione hanno già messo in campo importanti interventi finalizzati all’inclusione lavorativa delle fasce più deboli – ha aggiunto l’assessore del Lavoro, Virginia Mura – e tanto è stato fatto per mettere in piedi una rete di sostegno a persone in difficoltà e alle persone disabili, favorendo ambienti di lavoro adatti per loro. Con la Programmazione unitaria, coordiniamo le azioni, con piani personalizzati e integrati”.
CAGLIARI, 5 MAGGIO 2016 – Oltre 350 milioni di euro – e ben 950 nel triennio – per la lotta alla povertà e per l’inclusione sociale. È la dotazione finanziaria della delibera “Una società inclusiva”, approvata dalla Giunta regionale nella sua ultima riunione e presentata oggi dal presidente Pigliaru, insieme agli assessori Luigi Arru (Sanità) e Virginia Mura (Lavoro). Il documento, adottato con il metodo della Programmazione unitaria 2014-2020 (Programma di intervento 7 – Inclusione Sociale), riunisce tutti gli interventi che la Regione mette in campo con i vari assessorati coinvolti: Programmazione e Bilancio, Lavoro e Formazione, Agricoltura e riforma agropastorale, Sanità e Politiche sociali, Pubblica Istruzione e Lavori Pubblici. Le risorse sono per la maggior parte di provenienza regionale (237,8 milioni), a seguire statali (59,4 milioni) ed europee (53,5 milioni). L’incontro con i giornalisti si è focalizzato anche su un secondo provvedimento adottato dall’esecutivo, connesso con il tema dell’inclusione sociale: il “Piano regionale 2016 per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati”. Il documento, che affronta in modo organico le problematiche connesse con il fenomeno, è frutto anch’esso di un lavoro congiunto di tutti i settori dell’amministrazione regionale coinvolti, coordinati da Angela Quaquero, delegata del Presidente per le questioni relative ai migranti. – SEGUE – Leggi il seguito

Sa die

26 Aprile 2016 |  Tagged | Commenti disabilitati

Dichiarazione di Intenti
SARDEGNA – CORSICA.
CORSICA E SARDEGNA
UN PATTO NUOVO TRA DUE ISOLE SORELLE DEL MEDITERRANEO

Oggi, 14 marzo 2016, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna e il Presidente del Consiglio Esecutivo di Corsica, accompagnati dai rispettivi esecutivi, si sono ufficialmente incontrati nella sede della Collettività territoriale di Corsica, ad Aiaccio.
Insieme, vogliono in modo solenne esprimere la loro volontà di dare alla cooperazione tra la Corsica e la Sardegna una dimensione strategica, che permetterà alle due isole sorelle e ai loro rispettivi popoli, di promuovere i loro comuni interessi, non solo nei confronti dei rispettivi Governi Statali, ma anche nei confronti delle autorità dell’Unione europea. In particolare dal punto di vista della evoluzione normativa ed istituzionale. Ed insieme intendono assumere un ruolo di ponte tra le sponde Nord e Sud del Mediterraneo.
Hanno cosi’ adottato la seguente dichiarazione d’intenti :
Premesso che
? la Sardegna e la Corsica sono depositarie di una storia comune e di condizioni geografiche che uniscono i due popoli, uniti da un comune destino, con evidenti punti di incontro su basi linguistiche, culturali e di organizzazione socio economica;
? la Sardegna e la Corsica ritengono che tale vicinanza geografica debba essere rafforzata attraverso una visione di macroregione mediterranea con adeguati collegamenti tra i rispettivi territori;
? i popoli corso e sardo credono nella promozione di forme piu’ avanzate di democrazia nell’ area mediterranea e ritengono che la presenza di una macroregione insulare possa favorire le relazioni dell’Europa con la sponda sud del mediterraneo;
? la Sardegna e la Corsica credono al contempo che il rafforzamento delle forme di autonomia politica possano creare migliori condizioni di attuazione di una democrazia realmente partecipata. In tale contesto il Consiglio Esecutivo della Corsica ritiene che le condizioni dell’Autonomia Sarda, depositaria di un effettivo potere legislativo, siano un punto di riferimento preciso nel percorso di approfondimento dell’Autonomia Corsa;
??? la condizione geografica delle due isole genera evidenti opportunita’ nell’area euro mediterranea, opportunita’ che possono essere sviluppate favorendo il collegamento in rete e le azioni comuni con altre isole del mediterraneo caratterizzate da perifericita’ rispetto alla piattaforma continentale;
? al contempo la condizione di insularità, che contraddistingue sia la Sardegna che la Corsica, comporta l’esistenza di severi svantaggi strutturali, che possono condizionarne le prospettive di sviluppo;
? le isole in generale, a maggior ragione quando caratterizzate da scarsa densita’ di popolazione, sono particolarmente esposte al rischio di fallimento di mercato, che se non governato con attenzione, tende a generare posizioni dominanti e correlati potenziali abusi;
? tale condizione non solo produce un incremento dei costi per il trasporto dei passeggeri e delle merci, delle reti di distribuzione e di comunicazione, ma crea anche discontinuità, aleatorietà, ritardi e debolezza nelle connessioni e nei processi di sviluppo;
? le isole possono risentire in modo particolare dei fenomeni migratori e dei problemi connessi all’invecchiamento demografico e allo spopolamento, e queste situazioni possono causare la perdita del patrimonio culturale e l’indebolimento degli ecosistemi.
Considerato, inoltre, che
? la Sardegna e la Corsica hanno sottoscritto, nel 2013, una Intesa di collaborazione per la definizione di strategie comuni di sviluppo territoriale e per la gestione comune di iniziative, accordi e scambi di conoscenze e competenze nell’ambito di settori giudicati strategici;
? la Sardegna e la Corsica stanno conducendo una attività finalizzata a rafforzare il dialogo istituzionale e a condividere le problematiche comuni legate all’insularità, insieme anche al Governo delle Isole Baleari, al fine di pervenire a delle soluzioni operative da proporre ai governi nazionali e all’UE per compensare lo svantaggio dell’insularità;
? è intenzione comune della Sardegna e della Corsica rafforzare le loro relazioni istituzionali e creare un quadro favorevole alla realizzazione della loro comune volontà di cooperazione nello spirito di partenariato, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico, sociale, culturale, scientifico e ambientale delle due Regioni, nonché il rafforzamento dei legami di amicizia tra le rispettive popolazioni;
? nonostante l’art. 174 del TFUE abbia conferito il riconoscimento degli svantaggi concreti che caratterizzano le aree insulari, si ritiene necessario intensificare il lavoro finalizzato all’adozione di adeguate strategie per risolvere le specifiche necessità delle due Isole.
2
??tutto ciò premesso la Regione Autonoma della Sardegna e la Collettività Territoriale della Corsica CONCORDANO
? sulla necessità di lavorare congiuntamente per il superamento degli effetti negativi determinati dalla condizione di insularità e di sviluppare progettualità ed iniziative condivise che possano favorire lo sviluppo dei rispettivi territori accomunati dalla componente insulare e dalle diverse problematiche ad essa legate;
? sulla opportunità di consolidare le proprie relazioni istituzionali e di svilupparne ulteriori con altre realtà insulari del Mediterraneo, a partire dalle Isole Baleari, con il fine di identificare concrete soluzioni operative che siano effettivamente in grado di compensare lo svantaggio dell’insularità, per poi sottoporle ai rispettivi Governi Statali e all’Unione Europea;
? sull’esigenza di confrontarsi sulle rispettive ordinamenti istituzionali con l’ obiettivo di rinforzare le condizioni di autonomia ;
? sulla opportunita’ di rappresentare comunemente all’Unione Europea possibili soluzioni agli svantaggi insulari attraverso forme di fiscalita’ di vantaggio e adozione di regimi specifici sulla concorrenza;
? sulla necessita’ di affermare presso l’ Unione Europea l’ importanza del proprio ruolo nel dialogo con la sponda sud del Mediterraneo;
? nel riconoscere che gli strumenti finanziari della cooperazione territoriale europea (CTE) possono costituire una valida opportunità per dare vita a progettualità volte a rafforzare la coesione economica e sociale dei rispettivi territori, e, quindi, tramite i quali ridurre gli effetti negativi derivanti dalla condizione di insularità.
SI IMPEGNANO
a favorire la realizzazione di iniziative di cooperazione e di scambi di buone pratiche con particolare riferimento ai seguenti ambiti prioritari, per il cui dettaglio si rinvia alla nota allegata.

Rapporti istituzionali Trasporti
Ambiente
Promozione dell’attività turistica
Energia
Urbanistica e pianificazione territoriale
Istruzione
Artigianato e commercio
Agricoltura

A TAL FINE STABILISCONO
1. la costituzione di gruppi di lavoro tematici che periodicamente si incontrino con l’obiettivo di definire le modalità operative per la realizzazione delle iniziative concordate;
2. Di sottoporre alle rispettive Assemblee Regionali la presente dichiarazione al fine della adozione di un documento politico condiviso dalle intere Comunita’;
3. Di promuovere una consultazione sul presente documento con il Consiglio Economico , sociale e culturale della Corsica e con il Partenariato Economico Sociale della Sardegna;
4. di pervenire a seguito di questo percorso ad un accordo con le altre isole periferiche del mediterraneo a partire dalle Baleari, ed aggiornare attraverso l’Accordo firmato nel 2013 entro la fine dell’anno 2016.

Ajaccio, 14 marzo 2016
Il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna
Francesco PIGLIARU
Il Presidente della Collettività Territoriale della Corsica
Gilles SIMEONI

lampada aladin micromicroSenza dubbio positiva l’iniziativa dei due governi regionali (sardo e corso) a cui presto si aggiungerà il governo delle Baleari. Con molta prudenza il presidente Pigliaru ha delineato lo spirito del comune impegno: “pensandoci come una macroregione”. Infatti per costruire una vera macroregione – la quale peraltro potrebbe essere aperta ad altre realtà insulari (e forse non solo) del Mediterraneo – che vada oltre il pur importante “comune sentire” e non si limiti ad accordi parziali, occorre un lavoro robusto, insieme politico e organizzativo, che prevede una intensa negoziazione con l’Unione Europea e con i Governi nazionali (ne abbiamo parlato diverse volte su Aladinews). Ne siamo capaci? Rammentiamo che allo stato almeno per quanto riguarda la Regione Sardegna non ci si può fidare dell’intendenza che seguirà. Siamo peraltro stufi di accordi/protocolli gazzosa che servono solo a fare lo fotografie di gruppo e a realizzare turismo istituzionale. Ma ci auguriamo che questa volta si tratti di cosa seria e duratura. Le premesse sembrano esservi tutte.
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Ghjurnata di travagliu incù u Presidente Pigliaru è u guvernu sardu: si mette in piazza la cooperazione strattègica tra #Sardegna è #Corsica. La foto è tratta dalla pagina fb diGilles Simeoni.
Sardegna Corsica 14 3 2016(Dal sito della RAS) Sardegna – Corsica. Pigliaru e Simeoni: “Lavoriamo insieme per essere più forti”
Queste le parole condivise dal presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, e il presidente del Consiglio esecutivo di Corsica, Gilles Simeoni, in apertura della giornata di lavoro che ha portato la delegazione sarda ad Ajaccio. Con il presidente Pigliaru sono presenti gli assessori Massimo Deiana (trasporti), Gianmario Demuro (affari generali), Donatella Spano (ambiente), Cristiano Erriu (urbanistica), Paolo Maninchedda (lavori pubblici), tutti impegnati nei singoli tavoli di lavoro con i rappresentanti dell’esecutivo corso.
- segue - Leggi il seguito

zona-ffanca-e-punto-franco-CCC E’ il tema dell’incontro-dibattito organizzato da Cagliari Città Capitale per mercoledì 10 febbraio, con inizio alle ore 17.30, presso la sala Search del Comune, Largo Carlo Felice 2. All’evento moderato dalla giornalista Alessandra Addari, interverranno Roberto Mirasola di Cagliari Città Capitale, l’ex deputato Pietro Maurandi, Marco Sini, l’economista Gianfranco Sabattini e il direttore di Aladinews Franco Meloni. Dopo il dibattito, concluderà gli interventi Enrico Lobina, candidato Sindaco di Cagliari Città Capitale.
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Sardos y vascos, un antiguo origen común

La información contenida en el ADN humano no informa sólo del proyecto que se necesita para formar una persona, también aporta vestigios de su historia, y es el resultado de un proceso en el que toman parte todos sus antepasados. La realidad es que más de 99% del ADN es compartido por todas las personas, y que la pequeña fracción que nos hace diferentes unas de otras es el resultado de cambios, las llamadas mutaciones, que hemos heredado de generaciones anteriores.
Cada persona recibe la mitad de los cromosomas del padre y la otra mitad de la madre, y a su vez estos cromosomas provienen una cuarta parte de cada uno de los abuelos, y así sucesivamente. En cada etapa los cromosomas se mezclan entre sí, y nuestro genoma (el conjunto de cromosomas) no es más que un puzzle de las diferentes contribuciones de las anteriores generaciones. Si nos retrotraemos sólo 10 generaciones, lo que equivale a unos 300 años, poseemos apenas una milésima parte del ADN de cada uno de nuestros tatarabuelos/as de entonces. Por lo tanto, cada uno de nosotros es el resultado de un gran número de historias individuales que reflejan la compleja historia demográfica de una zona geográfica determinada, siempre que la mayoría de nuestros antepasados hayan vivido en esa región.

Sin embargo, hay dos cromosomas que actúan de manera diferente y no se mezclan con los demás. Uno de ellos se trata de un pequeñísimo filamento circular situado en un orgánulo de la célula, la mitocondria, y que se hereda de madres a hijas. El otro es el cromosoma Y, el aportado por el sexo masculino, el cual no está presente en las mujeres. Este cromosoma se transmite de padres a hijos, con un mecanismo similar al indicador de carácter cultural: el apellido. El cromosoma Y, por lo tanto, no se mezcla con el componente femenino de la familia y se mantiene sin cambios a través de las generaciones, a menos que existan mutaciones que lo diversifiquen, las cuales, continuando con la analogía, son como los errores de transcripción que hacen diferente un apellido pero no ocultan que está emparentado con el original.

Mientras que el apellido nos permite rastrear el origen de nuestra línea paterna hasta no más de unos cuantos siglos, para el cromosoma Y no hay límite de tiempo. Es por esto que el cromosoma Y es un excelente trazador, particularmente adecuado para contar la historia de las migraciones y de los contactos entre pueblos, y que llega a la más lejana prehistoria.
Por lo que respecta a Europa, sabemos que los primeros humanos modernos (Homo sapiens) arribaron aquí hace unos 45.000 años, pero la llegada de la última glaciación hace unos 18.000 años los obligó a retirarse a zonas donde existían un clima y unos recursos naturales aptos para el desarrollo de la vida. Las dos refugios más importantes fueron las penínsulas balcánica e ibérica. Cuando se retiraron los hielos hace unos 14.000 años, la Europa central y septentrional que se hallaba deshabitada fue repoblada “a tenaza” desde los dos refugios glaciales. Desde siempre la humanidad había vivido de la caza y de la recolección de frutos, pero hace unos 9.000 años se produjo un enorme cambio en el período llamado Neolítico, cuando personas llegadas de Oriente Medio introdujeron la agricultura. El cambio en la forma de alimentación trajo consigo un rapidísimo crecimiento demográfico.

En toda Europa se adoptó la nueva economía agrícola, en algunos casos mediante la sustitución de los cazadores originales por los agricultores neolíticos, en otros mediante la mezcla entre nativos e inmigrantes, e incluso también con la aculturación de poblaciones preexistentes que aprendieron el nuevo estilo vida basado en la agricultura y el pastoreo.
En el cuadro de la variabilidad genética europea, los sardos y los vascos son los que están más alejados del resto de pueblos, y ello es debido a su aislamiento, lingüístico en lo que respecta a los vascos y geográfico en cuanto a los sardos. Pero no es éste su único punto en común.

Cerdeña se caracteriza por una particular familia de cromosomas Y, llamada I2a1, identificada por una antigua mutación llamada M26, que es común a todos los descendientes que pertenecen a esta familia. Alrededor del 40% de los sardos tiene un cromosoma Y del tipo I2a1, y en las zonas más aisladas como la Barbagia (la tierra de los “bárbaros”, como la llamaban los antiguos romanos) casi la mitad de los varones pertenece a esta familia cromosómica. La mutación M26 es extremadamente rara fuera de la isla, incluyendo la vecina Córcega y la península italiana, y está ausente en el Oriente Medio, que es el área donde surgió la agricultura. Sin embargo, en frecuencias bajas, los cromosomas I2a1 están presentes en el área atlántica, con una mayor presencia en la Península Ibérica, y particularmente en el País Vasco donde llega al 5%.
Esta mutación común sugiere que los antepasados de los sardos provienen de la región franco-cantábrica, migración ocurrida presumiblemente durante la repoblación post-glacial, y acompañada de unas pocas líneas mitocondriales (femeninas) con distribución similar. Una vez que los portadores de M26 llegaron a Cerdeña y la colonizaron, se difundieron, y esta línea cromosómica se convirtió en predominante debido al llamado “efecto fundador”. No se trataría de tribus muy numerosas, teniendo en cuenta que Cerdeña ofrecería recursos alimenticios bastante escasos, pues la isla carecía de grandes mamíferos para la caza.

La población de Cerdeña se vio incrementada con la introducción de la agricultura y de la ganadería, pero la persistencia de la línea cromosómica I2a1 hace poco probable que se haya producido una sustitución por parte de poblaciones orientales, donde este cromosoma está totalmente ausente, y por el contrario el dato parece reflejar una aculturación de una población más antigua que aún conserva vestigios genéticos de su origen Ibérico.

La formación de un pueblo solo puede ser plenamente entendida por medio de una integración de datos antropológicos, lingüísticos, arqueológicos y genéticos. En este sentido, el cromosoma Y, con su capacidad para conservar vestigios de orígenes comunes en épocas remotas, es un importante instrumento para el conocimiento de antiguos eventos migratorios y de las relaciones entre los recién llegados y las poblaciones preexistentes.

Paolo Francalacci (Director del Laboratorio de Genética Evolutiva de la Universidad de Sassari)

Fonte: http://www.noticiasdenavarra.com/2015/10/22/opinion/tribuna-online/sardos-y-vascos-un-antiguo-origen-comun

mamma_ho_perso_laereo-300x167di Raffaele Deidda

By sardegnasoprattutto/ 15 gennaio 2016/ Culture/

Sardegna. Low cost, high confusion.
E’ quello che penserebbe un viaggiatore straniero constatando la situazione del trasporto aereo in Sardegna. Avrebbe le stesse difficoltà dei sardi che pure leggono i giornali, ascoltano la radio e guardano la Tv in lingua italiana, a capire cosa realmente stia succedendo nel settore che riguarda la cosiddetta continuità territoriale.

Di certo si sa che la compagnia Ryan Air ha, per il momento, soppresso nove tratte da e per la Sardegna. Perché? Perché non prende più soldi dalla Regione, sostiene il competente assessore regionale dei Trasporti. Anzi, l’assessore competente, trattandosi di docente universitario nominato dal Presidente Pigliaru in virtù del principio della competenza che la sua Giunta ha posto come elemento valoriale dell’azione politico-amministrativa.

Bene, perchè Ryan Air non prende più soldi dalla Regione? Perché l’Unione Europea vieta gli aiuti pubblici alle compagnie private. “Sull’intervento pubblico a favore del comparto aereo la Regione è ovviamente tenuta al rispetto della normativa nazionale e Comunitaria e ad applicare i principi fondamentali che regolano ogni provvedimento in materia”, ha dichiarato l’assessore regionale Deiana che ha richiamato la procedura di infrazione della Commissione Europea contro la legge 10 del 2010 che aveva finanziato il low cost.

Secondo il deputato di Unidos Mauro Pili l’assessore non è coerente: “Un consulente di nome Massimo Deiana nel luglio del 2011 scriveva un parere pro veritate per conto dell’aeroporto di Alghero. Il testo è chiaro: la regione deve pagare subito i low cost oppure bisogna perseguire penalmente la regione stessa che nega quanto stabilito. Un assessore regionale, con lo stesso nome del consulente, ora afferma l’esatto contrario: i voli low cost devono essere bloccati perché quei contributi sono sotto procedura di infrazione”.

Intanto si è formata una rete di imprenditori sardi, guidata da Federalberghi e Confcommercio, che vuole creare un fondo per far restare i voli Ryanair in Sardegna. E’ partito il crowfunding per raccogliere almeno un milione di euro, cifra base per trattare con Ryan Air. Tutti d’accordo, quindi? Ma neanche per idea!

La Confesercenti, per esempio, non ci sta a scaricare sulle aziende responsabilità che sono solo politiche: “Non vogliamo che dopo le varie Ires, Irpef, Irap, Tari, Tasi eccetera ora arrivi a carico dell’impresa anche una tassa Ryanair”. Non è d’accordo neppure l’Assoturismo Sardegna: “Seppure si riuscisse a raggiungere la cifra richiesta e un accordo con la compagnia irlandese resterebbe comunque il problema per gli anni a venire” e rivendica un tavolo di confronto Stato-Regione con la Compagnia low cost, allargato alle imprese sarde.

Parafrasando Ennio Flaiano verrebbe da dire: “La situazione in Sardegna è grave ma non è seria”. Si, perché a lanciare le accuse più pesanti contro la Giunta Pigliaru e il suo assessore dei Trasporti è l’ex Presidente della Regione Ugo Cappellacci: “Non hanno vigilato sul corretto funzionamento della continuità per Roma e Milano, varata dalla nostra Giunta, hanno abrogato in maniera ottusa la continuità per le rotte minori, stanno facendo scappare le compagnie low cost”. Eppure i supporti alle compagnie aeree low cost, contrari a quanto previsto dai regolamenti europei, erano stati attivati dalla Giunta di centrodestra guidata da Cappellacci.

A rendere lo scenario ancora più vivace, ma altrettanto confuso per i cittadini, arriva l’europarlamentare e segretario regionale del Pd Renato Soru: “Gli aiuti agli aeroporti sono ammissibili secondo la legislazione europea ed altrettanto ammissibili sono gli accordi tra aeroporti e compagnie aeree”. A suo dire non è corretto addebitare l’impasse creatasi “alle rigide norme europee o il disinteresse della Commissione Europea rispetto alle esigenze di mobilità della Sardegna” in considerazione del fatto che “Le norme europee non impediscono alle Regioni di sostenere lo sviluppo del traffico aereo tramite trasferimenti agli aeroporti per opere infrastrutturali, o per il finanziamento delle compagnie low cost, attraverso tariffe ridotte per i servizi aeroportuali, il cofinanziamento di campagne di co-marketing”.

Il messaggio è invece chiarissimo per l’Assessore Deiana che replica duramente al segretario regionale del Pd: “Un intervento oggi potrebbe essere molto rischioso. Non esiste ora un punto di riferimento interpretativo sulle linee guida. Abbiamo l’obbligo morale, prima che legale politico di non trascinare la Sardegna in avventure disinvolte, dettate da logiche tanto populistiche quanto superficiali, che presentano, anche dopo anni, il conto”. Sembra invece affezionato, l’assessore, alla realizzazione di un sistema di collegamento dell’isola con sei capitali europee di Spagna, Francia, Regno Unito, Svizzera, Germania e Benelux: “Si procederà con invito a tutti i vettori aerei a presentare manifestazioni di interesse per un collegamento, bi o tri settimanale”.

Tutto chiaro cari viaggiatori stranieri, italiani, sardi? Se no, aspettate i nuovi interventi chiarificatori dei politici sardi, che arriveranno certamente con più frequenza degli aerei. Così sarà evidente che, se non dovessero arrivare le tratte aeree low cost, non ci saranno responsabilità politiche. Perché loro, i politici tutti, sì che l’avevano detto cosa bisognava fare! E la Sardegna ha nei fatti un’altra servitù: quella della mobilità.
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Auguri Sardegna! Augurios Sardigna!
de Nicolò Migheli

By sardegnasoprattutto / 15 gennaio 2016/ Culture/

Bonas uras Sardigna, bonas uras pro s’annu chi est cumintzende. Augurios ca n’amus bisonzu, tue e nois fizos tuos. Bivimus in tempos de tribulìa in dd’unu mare chi est in mesu de gherra; sa terra nostra incuinada, furada, fraigada; sos giovanos chi si che sunt fuende ca no agatant traballu e sorte. Unu logu impoberidu in manos de una classe duègna chi pensat pètzi a sos interesses suos, chi si bendet totu pro nde tennere balanzu solu issa.

Tirannos minores chi oe, comente eris, si regollent su ranu e lassant sa paza a sos ateros. Meda sunt sas cosas de augurare ma de uras ti nde fatzo solu duas. Est de custas dies chi a tie Sardigna ti che ant postu in s’Encyclopedia of race, ethnicity and Nationalism, pro sa prima borta unu istitutu de importu ti riconnoschet comente natzione a banda. Comente sempere, novas che custas, sa classe dirigente at a narrere chi sunt de pagu importu, chi sunt giocos de pagu sinnìficu. Ateru pro issos est su chi contat.

Politicos chi votant una modifica de sa Costitutzione italiana, chi che at a cantzellare cussu pagu de autonomia chi tenimus galu, cundadèndesi a èssere de pagu contu peus che como. Su primu auguriu tando est chi tue tenzas una classe politica e dirigente chi si conoscat comente espressione de sos Sardos, chi no bivat cun sa berrita in manos, isetende su chi che ruet de sas mesas romanas, chi tenzat su corazu de sighere peri sos caminos chi populos frades, comente sos cadalanos, ant leadu. Una classe dirigente chi no abaidet solu a Roma, chi cunprendat chi pro bivere in su mundu vasto e terribile, comente naraiat Antoni Gramsci, tenet bisonzu, a primu, de si riconoschere comente populu e natzione aperta a totus sos chi cherent cumbàtare pro sa libertade e s’egualidade.

Su sigundu auguriu chi ti cherzo faghere est pro su sardu, sa limba tua ismentigada, aburrida de sa classe dirigente, chi est disposta a istimare e impreare cale sia limba, bastet chi no siat sa sua. Su sardu, limba pobera e de poberos, limba ruza de pastores, o de bastassos de portu; issos sunt creschidos in cussa idea. Imparados a tennere birigonza de su chi sunt, prontos fintzas a mudare su denghe, una borta passadu su mare o cando chistionant cun dd’unu furisteri.

Parimus torrados a sos annos Trinta de su seculu passadu, cando unu tale Dotor X iscriat in sos giornales contra sa poesia e sa limba sarda. Su poeta mannu, tziu Antoni Cubeddu, li torraiat faeddu in custa manera:

“Unu currispundente nostru, sardu,
brivu d’intelligenzia e d’afetos
che chi esserat de s’isula bastardu
sas virtudes classificat difetos
e degradende chena riguardu
sos poeticos sardos intelletos
criticu responsabile si rendet
de su chi no connoschet ne cumprendet”

Una ottada chi paret unu retratu de medas sardos, istranzos in logu issoro. Ti cherzo augurare, Sardigna, mama istimada, chi fintzàs issos cumprendat su chi sunt perdinde, rinuntziande a tennere un’anima diferente, a èssere unicos in dd’unu mundu chi nos cheret totus cun sos matessi pensamentos e peraulas, pro nos porrere subacàre mezus. Bonas uras Sardigna, bonas uras, pro s’annu chi est cumintzende.
Leggi il seguito

Auguri!

25 Dicembre 2015 |  Tagged | Commenti disabilitati

Auguri senza Auguri aladin
ape-innovativaLogo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413. .
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Cagliari città delle persone OSt due CCCSecondo OST di Cagliari Città Capitale
- La pagina fb dell’evento.


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